Spoiler: non avevo intenzione di innamorarmi. Poi ho mangiato uno spaghetto alle arselle sotto una tenda vista mare… ed eccomi qui, a scrivere parole gentili sulla Perla della Versilia.
Tutto ha un inizio.
Ci sono posti che si amano senza riserve, e altri che si amano nonostante tutto. Forte dei Marmi è uno di questi: o ti entra nel cuore, o ti fa venir voglia di scappare.
Lo scrittore Fabio Genovesi, che qui è nato e cresciuto, non ha usato mezzi termini: nel suo libro “Morte dei Marmi” racconta con malinconia e ironia il declino di un luogo svuotato dall’ostentazione del lusso, dove il rumore dei SUV ha coperto quello delle onde e il Fortino è diventato il fondale per una vetrina permanente.
Io, con Forte, ho un rapporto complicato.
Lo amo per le sue spiagge immense, le tende dove puoi perderti a leggere per ore, gli aperitivi al tramonto, i negozi, i tanti locali, la lentezza delle vacanze lunghe e le mille mete vicine.
Con la stessa intensità ci sono motivi per cui la detesto: il mare che spesso lascia a desiderare, l’umidità soffocante, i ristoranti affollati, gli affitti da capogiro, le mode da rincorrere, i gruppi chiusi e una certa freddezza di fondo che non ti fa mai sentire completamente a tuo agio. E non dimentichiamo le zanzare…
Eppure, anche nei rapporti più burrascosi può accadere qualcosa. Un’improvvisa riconciliazione. Un luogo che ti sorprende e ti fa vedere il bicchiere mezzo pieno, la molla che fa scattare i ricordi per i quali ti vien voglia di tornare, nonostante tutto, ogni anno.
Il motivo del mio ritorno si chiama Bagno Camilla.
Cosa c’entra Bagno Camilla in tutto questo?
Bagno Camilla è entrato nella mia vita un po’ per caso, come spesso succede con le cose migliori.
Cercavo un bagno alternativo a quello dove andavamo di solito, un bagno dove possibilmente non ci fossero concittadini che conoscevo, mamme di amici dei miei figli – gente che attacca bottone e non ti si schioda più dalla tenda, per intenderci.
Lavoro tutto l’anno tra persone, parole, relazioni. In vacanza ho bisogno di silenzio e spazio. Ma non sono mai stata brava a scendere a compromessi: volevo comunque un posto bello, curato nei dettagli, dove anche la cucina avesse il suo perché. Un luogo che potesse accogliere amici per cena, o magari qualche ospite di passaggio.
L’ho cercato facendo la cosa più ovvia: una passeggiata sul lungomare. E mi ha colpito fin da subito per tre cose: gli spazi, ampi e ben gestiti, il silenzio e quello splendido color verde Tiffany, quello che ogni donna riconosce all’istante.



Mi sono appuntata il nome e ci sono tornata dopo mesi, in inverno, per conoscere i proprietari.
Bagno Camilla: un po’ di storia
Bagno Camilla non è il classico bagno “storico” ereditato da generazioni di bagnini versiliesi, né uno di quei posti modaioli che cambiano gestione ogni estate rincorrendo l’ultima tendenza in fatto di sushi o cuscini beige.
È nato nel 2021, nel cuore di Forte dei Marmi, da un’idea semplice ma coraggiosa: creare il posto in cui loro, i fondatori, avrebbero voluto passare l’estate: Luca e Camilla, romani, due figlie meravigliose, nessuna esperienza nella gestione balneare, ma una vita intera vissuta da clienti esigenti e innamorati del mare.



Durante i mesi sospesi del lockdown, mentre molti cercavano risposte, loro hanno fatto una deviazione. Anziché comprare una villa da sistemare, hanno rilevato un ex stabilimento – il Bagno Arturo – e lo hanno trasformato nel loro progetto di vita.
“Volevamo rimetterci in gioco, pensavamo magari a una villa da ristrutturare. Poi l’agente immobiliare ci ha proposto uno stabilimento… e ci siamo lanciati.”
Zero eredità, zero esperienza. Solo buon senso, tanto, tantissimo buon gusto e spirito innovativo, che hanno dato vita a un bagno che si distingue per freschezza, stile e personalità.
Quando sono entrata per la prima volta al Bagno Camilla ho capito subito che lì l’aria era diversa. Solo 40 tende, distanziate, eleganti e ariose. Niente ombrelloni in stile tetris, niente sdraio appiccicate, niente bambini che ti inciampano sul Kindle, niente DJ set inopportuni a rovinare la lettura del pomeriggio. E, soprattutto, il sorriso di Luca e Camilla. I loro modi gentili, autentici, quella capacità rara di farti sentire subito nel posto giusto. Con semplicità e garbo, ti trasmettono l’idea che lì, sotto quelle tende, non stai semplicemente andando al mare… ma stai entrando dentro un sogno.
“Avremmo potuto aggiungere dieci tende in più, certo. Ma fin dall’inizio abbiamo deciso di non farlo, perché abbiamo voluto riportare nel nostro bagno tutto quello che avremmo desiderato da clienti. E per noi, lo spazio conta.”
Qui regna lo spazio. E lo spazio, in un mondo dove tutto è troppo vicino e troppo veloce, è il vero lusso.
Non c’è la sensazione di dover apparire, né l’ansia da performance balneare.
Ci sei tu, il mare, e il tempo che può finalmente rallentare. Puoi leggere per ore, scrivere, osservare, sonnecchiare, parlare. Tutto, tranne affannarti.
Bagno Camilla a tavola: anche la cucina racconta una storia
Poi c’è la cucina che, a differenza di molti bagni della zona, non è un dettaglio trascurabile. È parte integrante dell’esperienza.
Il progetto è iniziato con una consulenza del ristorante stellato Il Giglio di Lucca, che ha dato forma e visione a quello che oggi è un menù curato, concreto, mai pretenzioso.
Ci lavorano quattro chef residenti – Ali, Roberto, Rita e Daniele – e non per vezzo, ma per garantire qualità e continuità in alta stagione.
La cucina del Bagno Camilla è stata concepita per accogliere “Camilla al Forte”, un’estensione estiva del ristorante lucchese, che conserva la stessa attenzione alla materia prima, adattandola però ai ritmi più leggeri e rilassati della vita balneare.



Il menù, infatti, parla la lingua del territorio e sa perfettamente dove si trova: ogni piatto è pensato in base alla stagionalità e l’atmosfera del luogo. E no, non troverete “fiori edibili” messi o impiattati con la pinzetta. Troverete invece uno spaghetto alle arselle che profuma di mare e ricordi. Niente bottarga, nessuna schiuma fancy… solo spaghetti, arselle, aglio, prezzemolo e un filo d’olio buono.
E lo spaghettino freddo? Un piatto che ha mosso una protesta.



Ci sono anche piatti che nascono per sperimentazione e poi restano – non perché lo chef lo decide, ma perché lo pretende il cliente. È il caso dello spaghettino freddo con riduzione di pomodoro e gambero crudo. Un piatto pensato per l’estate, leggero, pulito, fresco.
“A Pasqua avevo deciso di togliere il piatto dal menu perché lo ritenevo troppo freddo per la stagione. Ma i clienti hanno protestato: lo chiedevano in continuazione. Così ho detto: mai più, questo piatto resta”.
Perché, quando una cosa è buona davvero non c’è strategia di menù che tenga. E oggi, quello spaghettino, è una delle firme più riconoscibili della cucina del Bagno Camilla.
Una cucina che gira, evolve, sperimenta, ma sempre dentro i confini del buon senso. E soprattutto: non è mai fine a sé stessa. L’aspetto più interessante non è (solo) ciò che arriva in tavola, ma il modo in cui tutto è stato pensato, costruito, aggiustato, testato… da persone che prima di essere gestori, sono stati clienti. Una scelta di vita lenta e concreta, fatta da chi cercava un ritmo nuovo. E lo ha trovato.
Tutto, al Bagno Camilla, parla la lingua del mare: le sdraio, i teli mare e i cuscini – forniti, naturalmente –, le cassettine in legno numerate, il contrasto tra la sabbia calda e l’armonia ordinata dei lettini, distanziati con misura. Anche un semplice pranzo – un’insalata fresca, magari – diventa un piccolo rito quotidiano, con piatti serviti su tovagliette a righe, oli pregiati e bottiglie decorate come pezzi d’arte.
Qui niente è lasciato al caso, tutto comunica un senso di familiarità, di misura, di gusto mai ostentato. Un’estetica che, più che impressionare, rilassa.
E al tramonto, il Bagno Camilla cambia volto: in alcune serate si accendono le luci sulle tavole apparecchiate, le lanterne brillano leggere tra le travi del pergolato, e le cabine a righe diventano quinte teatrali per cene intime o festose.

Le sedute color pastello invitano a fermarsi ancora un po’, magari con un bicchiere di vino in mano e il rumore della risacca in sottofondo. In lontananza, le Alpi Apuane si stagliano contro il cielo che sfuma dal blu al rosa: un paesaggio che pare dipinto, e che ti ricorda perché – ogni tanto – vale la pena innamorarsi anche dei luoghi che pensavi di non poter amare mai.
A rendere il Bagno Camilla davvero speciale è anche la professionalità discreta e la cortesia autentica di tutto il personale: dai camerieri ai bagnini, ognuno fa il proprio lavoro con il sorriso, portando leggerezza e armonia in ogni momento della giornata.
C’è chi ama Forte per le boutique, chi la detesta per i cliché, chi la evita per principio.
Io l’ho sempre guardata con sospetto.
Poi, tra giri in bicicletta, passeggiate al pontile e una cena sotto la tenda, ho capito che, anche qui, può succedere qualcosa di inatteso. Qualcosa che assomiglia alla semplicità.
A volte basta poco: un’idea fatta bene, una coppia che si reinventa, uno spaghetto mangiato in silenzio con la brezza sul viso.
A volte, basta trovare il bagno giusto.
E le persone giuste.
Bagno Camilla
Via Arenile, 51, 55042 Forte dei Marmi LU
Telefono – 0584 82903 –
Cell. – 348 3701952
Email – bagnocamillafdm@gmail.com
https://www.bagnocamilla.com/






